L’Islanda e la finanza…

Pubblicato: settembre 2, 2011 in Uncategorized

Alcuni giorni fa, ho letto che se l’Islanda ha potuto fare quello che ha fatto senza grosse ripercussioni è stato solo perchè il danno che ha dato è stato piccolo, ragionamento coerente nella logica degli economisti che lo asserivano, ma in realtà la verità credo che sia diversa: l’Islanda ha potuto fare quello che ha fatto perchè ai più faceva comodo far tenere il profilo basso alla cosa, piuttosto che diffondere l’idea che la cosa stessa sia possibile. In realtà ci sono alcuni stati del sud america che sono stati in grado di dimostrare il fatto che il loro debito pubblico sia stato ingigantito ad arte da determinati governi per favorire la speculazione internazionale e credo che anche l?italia non avrebbe difficoltà a definire le ragioni per cui il buon Craxi ci ha sprofondati nella merda più totale. Ma credo che il punto sia un altro, il debito pubblico è, nell’attuale pensiero finanziario, un male necessario, per sostenere le esigenze dei vari stati… insomma ci sono tutti in mezzo e tutti ne hanno, vedi gli USA, ma allora cosa manca a che qualcuno capisca che se il male è comune, comune è la soluzione, la crisi è fasulla tanto quanto la finanza e reale tanto quanto la volontà o stupidità di tutti nel proseguire per questa strada, un po’ come se tutti sapessero che la strada poco dopo finisce in un  burrone ed invece di fare retromarcia, al limite rallentassero solo un po’…

Ma le ricchezze sono inventate quanto effimere, se ci sono paesi che si arricchiscono con le terre rare, necessarie per i nuovi schermi ultrasottili, questo a scapito del cibo dei più, ma non sarebbe sufficiente lasciar perdere gli schermi e pensare al cibo? Lo dico io che sono patito di tecnologia, ma non credo che sia barattabile con vite umane, a meno che non serva a salverne molte di più! Ma adesso parliamo di tecnologia che serve a farci vedere meglio le partite, che di utile ed umano paiono avere sempre meno, soprattutto ora che uno stuolo di privilegiati vuole scioperare per non pagare il balzello previsto nella finanziaria! Balzello che scatta dopo cifre che noi poveri mortali non mettiamo insieme in anni di lavoro, non dopo un solo anno come previsto! Posso dire che il mio ripsetto per questi pezzenti del pallone non può certo decollare, visto che non è mai stato particolarmente alto!

In tutto il mondo ci sono ricchi che dicono che in fondo pagano troppe poche tasse, anche da noi L.C.di Montezemolo, bhe non vedo il problema, se non ve li chiede lo stato potete sempre inventarvi un obolo volontario da raggruppare in qualche iniziativa a livello nazionale che intervenga nelle, ormai, voragini del welfare nazionale. Troppo comodo dire in tv che in fondo pagate pure poco e poi non fare nulla di concreto per cambiare le cose, salvo preparare la propria discesa in politica a difendere le posizioni di quei personaggi che già stanno spremendo il paese come la biblica rapa che non dà sangue!

Se si vuole cambiare qualcosa è necessario che tutti i popoli siano concordi col fatto che ci si può accordare per cambiare le cose, che i soldi sono una nostra invenzione e che, come tali sono da noi gestibili, con l’accordo di tutti, con l’interesse di tutti.

Il problema è che ora l’accordo è di pochi, come l’interesse! Rifletteteci su un attimo per favore!

 

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