Beni dello stato… Zedda docet!

Pubblicato: ottobre 30, 2011 in Uncategorized

Il sempre più simpatico sindaco di Cagliari, Zedda, ha avuto un’idea che sarebbe forse scontata in Germania, ma rivoluzionaria in Italia!

Ha deciso di spostare la casa comunale da un immobile in affitto ad uno di proprietà del comune, con un risparmio di circa un milione di euro annui, da poter destinare ad usi migliori! Semplicemente buon senso, il buon senso di una persona che ha razionalizzato e rivoluzionato le spese del suo comune in modo logico ed equo, anche se forse chi ha perso qualche privilegio o qualche guadagno non sarà della mia idea.

La scorsa notte mi sono letteralmente girato nel letto per ore pensando e rifinendo un’idea che mi è venuta ripensando ai tanti appelli di politici nostrani a (s)vendere i beni dello stato, soprattutto le caserme…

Sì perchè da quando, qualche anno fa, la leva è passata da obbligatoria a facoltativa, ci siamo ritrovati con una miriade di caserme inutili ed inutilizzate, l’Italia ne è piena, soprattutto al nord verso i confini.

A questo va legato il doveroso allarme per le carceri stracolme e fatiscenti…

Non so in che condizioni versino queste caserme, spero decenti, comunque per la stessa conformazione delle caserme sarebbero facilmente trasformabili in carceri, magari non di massima sicurezza, ma da quanto ho capito, la maggior parte dei detenuti sono in carcere per reati minori, per cui, se gli si concedono condizioni di soggiorno decenti e magari la possibilità di imparare un mestiere o studiare, non credo avrebbero lo stimolo di tentare la fuga, per cui sarebbe facilmente applicabile lo spostamento di molti di questi detenuti in ex caserme.

Le caserme, in generale, sono attrezzate con dormitori, servizi igenici e docce, mensa e sala ricreativa ( che noi chiamavamo spaccio), spesso hanno palestre, laboratori vari, bibioteche, campo da calcio, officine per la manutenzione dei mezzi, barbiere, magazzini, infermieria…

Sono convinto che con poche o nessuna modifica sarebbero delle ottime carceri per i reati minori, soprattutto più vivibili di quelle attuali!

Le vecchie carceri, d’altronde, si sgolferebbero pesantemente, permettendo anche lì una convivenza più vivibile, insomma si risolverebbe il problema carceri quasi a costo zero…

Per quanto riguarda le caserme nei centri cittadini, soprattutto nelle città importanti, sarebbe possibile utilizzarle benissimo per altri tipi di alloggi… in fondo un carcere può anche essere in periferia…

In molte città, gli universitari fuorisede, sono spesso costretti a pagare affitti esosi ed in nero per una stanza o poco più, ci sono già alcuni interessanti progetti in merito, ma di certo trasformare quello che è già nato come alloggio comune in un altro tipo di alloggio non dovrebbe essere così difficile.

Da ciò si otterrebbero una serie importante di risultati, un risparmio degli studenti sull’affitto, un’entrata ulteriore per lo stato o per l’università, nel caso che sia quest’ultima a gestire la struttura; ma soprattutto si introiterebbero direttamente soldi che diversamente alimenterebbero il mercato degli affitti in nero, una sorta di doppio rispamio!

Con un po’ di carton gesso sarebbe possibile ridividere le stanze in modo da renderle meno promiscue ( ricordo che noi eravamo in stanze da 6 letti a castello ), realizzando una sorta di campus all’americana, ottimo per gli studenti anche per socializzare, ricordatevi che nella struttura ci sono già presenti la mensa e l’infermieria, molti spazi da adibire a zona studio e biblioteche, o magari a zone ludiche, come il buon vecchio spaccio di cui sopra, in pratica una caffetteria già fatta!

Altra possibilità che forse costerebbe pure meno, trasformarli in ostelli della gioventù, magari anche in abbinamento con gli alloggi degli universitari. L’idea sarebbe quella di spazi economici dove ospitare scolaresce straniere in gita, per le quali ben si adatterebbero a camere multiple, ma anche normali giovani turisti desiderosi di visitare le nostre belle città ma con pochi mezzi.

Abbinando gli alloggi universitari agli ostelli, si potrebbe ottenere un ottimale sfruttamento degli spazi limitando gli adattamenti e le spese di ristrutturazione e con i soldi guadagnati fare la manutenzione degli stabili e finaziare anche le attività universitarie.

In qualche caso si potrebbero anche spostare le stesse università all’interno delle ex caserme, soprattutto quando le attuali sedi sono in affitto o non sono sufficienti, credo che basti solo un po’ di fantasia e di buon senso, la mia vuole essere una traccia, uno stimolo, le possibilità sono infinite!

In molte zone alpine, alcune caserme potrebbero diventare ottime strutture alberghiere od ostelli, magari con tanto di SPA, dove i villeggianti avranno la possibilità di vivere la montagna spesso in maniera più seria e meno scontata di quanto offerto dalle normali strutture alberghiere, gestite dal comune, dalla pro-loco, o magari dagli alpini o gli ex alpini, facendo gite ed escursioni naturalistiche, dove non siano presenti o comode piste da sci od altre strutture simili. Ripeto, fantasia e buon senso.

Tralasciando le caserme e passando ad immobili più normali, sarebbe possibile ed auspicabile usare immobili in affitto per enti o ministeri, comuni od altro solo se non sono disponibili immobili di proprietà sfruttabili, insomma il classico buon senso che dovremmo avere di natura!

Quanto ha dimostrato il passato, in merito alle vendite di immobili delle stato od enti, ci insegna che sono sempre state vendite al limite della regalia, dove spesso gli enti stessi continuano ad utilizzare gli immobili, in affitto con canoni esosi e contratti capestro. Probabilmente molti di quasti aquirenti stanno pagando gli immobili con dei mutui che vengono tranquillamente coperti dagli affitti stratosferici e non sempre, da quanto ho sentito, la manutenzione degli stabili è accettabile.

Come mi disse un conoscente giapponese, ci viene invidiata la nostra creatività, peccato che questa vada ad olgettine ogni tanto, soprattutto quando serve…

Immagine vecchia ma esplicativa.

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