Dal redditometro al mercato nero…

Pubblicato: agosto 19, 2013 in Uncategorized

baratto-app-risparmioNon so come nella mia testa una notizia del tg diventi un articolo, diciamo che cercavo di dormire ed una luce si è accesa…

Secondo voi il nuovo redditometro otterrà dei risultati?

Bhe per gli anni scorsi otterrà una valanga di ricorsi in tribunale, perchè suppongo sia abbastanza bizzarro che oggi fissi le regole su come dovevo comportarmi ieri e non mi meraviglierei che qualche tribunale stabilirà che analisi pregresse possano solo servire a livello statistico per indicare una tendenza ( o trend per gli anglofoni…) e non una prova di colpevolezza, insomma fino all’uscita del redditometro nessuno era tenuto a comportarsi come il redditometro richiederebbe, ma siamo un paese sotto torchio delle banche e tutto è possibile…

Per il futuro, se quanto ho sentito è vero prevedo che le carte di credito ed i bancomat finiscano a raschiare il vetro della macchina in inverno come faccio io con tessere varie, sono eccezzionali… prevedo che la grande distribuzione e le tessere punti… bhe le tessere punti come sopra, gli iper e supermercati crollo verticale di vendite…

Se è vero che siamo un popolo di evasori, sono abbastanza sicuro che nascerà un fiorente mercato nero, magari a favore dei piccoli commercianti, che ora sono massacrati dagli ipermercati, per contro fra qualche anno potranno supporre che uno sia un evasore perchè non usa più il bancomat e non fa quasi più la spesa in modo rintracciabile, ma allo stesso modo li si potrebbero confondere con chi non ha più la possibilità di avere un conto e la spesa per lui è un miraggio…

é ovvio che chi ha solo lo stipendio e quello solo spende non ha da temere, ma noi italiani siamo strana gente… e se dopo 3 anni di sacrifici ci sanzionano per la settimana ad Ibiza?

Io sinceramente credo mi trasferirò all’estero, il nostro lo vedo come un paese allo sbando, con dei traghettatori al soldo del miglior offerente e che comunque nel tragitto cercano di ravanare quanto possono prima del loro naturale declino…

Saremo presto come alcuni paesi comunisti, od islamici, dove le bistecche od il cognac si comprano di nascosto, dove le auto di lusso spariranno anche se ce le possiamo permettere… anzi forse spariranno proprio gli evasori, tutti all’estero ma con i soldi, non come me che sono spiantato e se vado a vivere in Taailandia dalla morosa dovrò comunque lavorare notte e giorno…

In Brasile si sono inventati un sistema più semplice per scovare l’evasione, hanno trovato il modo di rendere appetibile ai più il chiedere lo scontrino ai commercianti… l’esatto contrario del redditometro, ma in Italia l’evasione mica vogliono estirparla, vogliono solo farci credere che ci provano, come fanno con quasi tutto il resto…

Se rileggete questo articolo fra qualche anno, magari datemi, di nascosto, l’indirizzo di un buon salumiere della mia zona, ovviamente al mercato nero!

Una curiosità, visto che oltre al mercato nero prevedo anche un largo uso del baratto… tanto per parlare di progresso… vorrei farvi sapere che “barra tati” (letteralmente, non so la scrittura esatta) in arabo significa ” vatti a far dare in culo”, perciò ben si addice a quando arriveremo alla nobile arte del baratto…

Sto guardando una puntata di Medium e si scopre che il procuratore distrettuale, quando era una semplice avvocato e difendeva un cliente ricco, accusato di aver drogato e stuprato alcune donne, scopre che non solo è vero, ma che questo pervertito ha pure filmato la cosa… a parte che suppongo ci sarebbe finito a letto comunque, visto che erano a casa sua a sbevazzare…

Ma mi ha fatto capire che quando ci tieni alla giustizia, forse la persegui andando anche contro ai tuoi interessi, scusate ma stavolta mi è scattata la vena poetica!

Gente che il cuore non smentirà mai

gente che il Sole non riempie di guai

gente che vive per aiutare

che la giustizia oppone al male

gente che il cuore non lascerà stare

che il dolore accompagnia all’altare

della giustizia al di là del normale

ma le parole non valgono niente

quello che conta mi è indifferente

alla giustizia vi siete votati

indifferenti a sogni sfondati

di chi la giustizia vorrebbe evitare…

 

La dedico a chi tutti i giorni mette la giustizia al di sopra della propria incolumità, cosa purtroppo necessaria in Italia oggi…

 

Come al solito, una serie di cose mi ha messo una pulce, avete notato che ormai i supermercati vednono quasi solo con le offerte speciali?

Ormai ci siamo attrezzati tutti e consultiamo i vari volantini per scegliere le offerte che ci servono, anche perchè non solo si scelgono le offerte, ma anche selezioniamo quello che ci serve e cosa no…

Fino a poco tempo fa, le offerte speciali servivano a farti spendere di più, a farti comprare cose che non compreresti, a farti sperimentare prodotti nuovi… oggi servono a mascherare la deflazione!

Cosa è la deflazione? è il contrario dell’inflazione, l’inflazione causa l’aumento dei prezzi dei prodotti di consumo, la deflazione ne causa il suo calo…

Ma perchè se c’è deflazione non calano i prezzi? Semplice, perchè un conto è farci credere che la cosa sia momentanea, un altro conto è ammettere che se non abbassano i prezzi la gente non compra…

Oggi ci sono prodotti che rimangono in “offerta” per parecchie settimane, semplicemente cambiando catena di distribuzione, un piccolo trucco per non farci capire che se costa di più non lo si compra… fateci caso, scegliete una serie di prodotti a campione, seguitene la storia fra i vari volantini di offerte della grande distribuzione della vostra zona e vedrete che quando escono da un volantino entrano in un altro.

Sarebbe più semplice abbassare tutti i prezzi del 20/30%? Forse sì, ma sarebbe ammettere il problema e soprattutto sarebbe difficile per le aziende poi tornare a certi prezzi anche in caso di ripresa, perchè forse non tutti i prezzi sono reali, troppi forse sono legati solo alla nostra potenzialità di acquisto.

Intendiamoci, ogni prezzo è legato alla nostra potenzialità di acquisto, se una cosa non la si compra, la si può anche vendere sottocosto che non la si vende veramente.

Questo potrebbe essere una granddissima carta vincente, potremmo organizzarci ed imporci su modi e prezzi, ma siamo ignoranti in merito e loro ne sono ben felici.

Perchè si continuano ad abbassare i prezzi con le offerte speciali? Semplice, per poter tornare velocemente ai prezzi che “loro” vorrebbero appena si respira un po’… insomma, appena si può vogliono rimanere in alto, mica chinarsi.

Il mercato dell’automobile ha dovuto ammettere questa deflazione, infatti nono solo i prezzi di listino odierno sono, sia in proporzione, che materialmente, più bassi che negli anni 90…

Ma i listini sono sempre abbastanza alti, sono gli sconti che aumentano, insomma, la macchina costerebbe 10, ma sono buono e te la vendo a 6, ma solo per 2 mesi, per cui spicciati… ovviamente 2 mesi dopo cambiano offerta, altrimenti non vendono.

La deflazione è un dato di fatto, ma guai parlarne, non si sa mai che la gente impari a fare i conti…

Questa crisi è strumentale per farci cedere potere, per impoverirci anche spiritualmente, insomma ci deve far ridiventare sudditi e quando succederà smetteranno anche le offerte speciali, se puoi compri altrimenti muori di fame.

Benvenuti nel futuro del neoliberismo, o restaurazione delle oligarchie, se preferite!HeaderIcon

Io non sono un economista, per fortuna visto le stronzate che stanno facendo, la maggior parte, ma, se non mi era chiaro il senso della crisi, è stato utile un film a ricordarmelo.
We want sex (equality), noi vogliano la parità sessuale.
La lotte della lavoratrici inglesi della Ford, che si sono impuntate a pretendere lo stesso trattamento retributivo, fino ad ottenerlo e contribuire, addirittura a farlo ottenere in buona parte dei paesi industrializzati di allora.
Bhe, se io dicessi che le donne non hanno una marcia in più, direi una sonora stronzata, ci sono addirittura studi scientifici che ci spiegano come sia stato il comportamento femminile a modellare la nostra evoluzione, per quanto ci sforziamo di fare i bulli, noi maschietti possiamo solo inseguire.
Chi non lo ha ancora capito è costretto a vivere una ben misera vita, convinto di essere superiore…
Ma torniamo all’economia, questa crisi è artificiale e strumentale, o perlomeno parte di essa lo è, una buona parte è solo il segno del tracollo di un sistema artificiale di arricchimento, che è, appunto, tracollato e di cui dovremmo prendere atto e seppellirlo in giardino. Dico seppellirlo perchè dovremmo uccidere il cancro che rappresenta con mezzi non economici, ma policiti e giudiziari, facendola pagare cara agli speculatori e mettendo una pietra sopra a questo periodo, ma senza dimenticarcene in futuro.
Invece i colpevoli continuano a trascinare la gamba malata, infettando tutto quanto toccano, mentre i nostri esperti economisti, in gran parte colpevoli o collusi, continuano a cercare di scaricare su di noi il problema, per parare il culo a se stessi ed ai loro protetti!
Ma la crisi porta anche altri vantaggi per gli squali delle multinazionali, negli anni 60/70 le rivendicazioni sindacali, per quanto dure, avevano dalla loro il fatto, evidente, che il mercato tirava, perciò è bastato che la gente capisse che dalle loro proteste ci rimetteva ben più l’azienda che loro stessi, per dargli la forza di ottenere dei risultati tangibili. Oggi hanno azzerato il mercato, in modo da far diventare il mercato del lavoro un’utopia e le rivendicazioni sindacali “apparentemente” inutili.
Ma quello che questa gente si scorda è che ormai il mondo è globalizzato, lo hanno voluto loro ed è giusto che ne godano anche dei lati a noi positivi.
Oggi non dobbiamo e non possiamo pensare che le proteste e le rivendicazioni debbano riguardare il Sulcis piuttosto che Pomigliano, ma dobbiamo operare perchè riguardino sia l’Italia che la Spagna, che il Bangladhes o la Cina.
Dobbiamo giocare per rendere il mercato del lavoro uguale a livello globale, ma in meglio, mentre questi signori sfruttano la crisi per appiattire tutto verso il basso, perciò chi vi dice che lotta solo per la sua zona, non ha capito un cazzo di cosa sta succedendo, perchè l’avversario, oggi, ragiona a livello globale e dobbiamo fare in modo che le produzioni costino tanto in Italia come in Congo, ma in senso positivo, cioè tutti debbono guadagnare il giusto.
Lo sapete che lo smartphone che pagate 800 €uri ne costa circa 100? io non dico che ne debbono abbassare il prezzo, dico che ne può anche costare 300 produrlo, ma che chi lo produce viva bene.
Se non riusciamo a rovesciare il problema e mondializzare la lotta di protesta vinceranno le multinazionali che, semplicemente sposteranno le produzioni dove qualche funzionario compiacente e prezzolato, gli promette condizioni migliori.
Finchè continueremo a guardare solo il nostro orto gli sciacalli avranno vinto, perciò sarà bene che quando sentite qualche politico o sindacalista spiegarvi che, vista la situazione, bisogna chinarsi ed abbassare le braghe, sappiate che vi sta letteralmente prendendo per il culo.
Questi signori sono potenti, ma se avesser potuto fare davvero quello che vogliono, saremmo ancora schiavi e serbi della gleba, mentre hanno dovuto cedere, segno che il denaro non sempre riesce a comprare i nostri ideali e che se riusciamo a portare la lotta al giusto livello, ovvero estenderla a tutto il pianeta, li vedremo saltare come birilli del bowling in uno stryke ben fatto.
Ogni tanto, quando qualche “tecnico” alla tv, vi spiega che l’€uro non è rinegoziabile, o non è possibile uscirne, l’unica risposta plausibile è un vaffanculo!
Tutte le opere dell’uomo sono modificabili e rivedibili e la moneta è la più modificabile di queste, ripeto che non sono un  economista, per fortuna, ma sono anche lontano da essere il cretino che gli farebbe comodo, informatevi e ragionate, usate la testa anche per pensare a qualcosa che non sia la partita di domenica prossima.
Pane e divertimento (panem et circense), un vecchio motto romano, che spiegava come fare star calma la gente.
Ma oggi è il momento di battersi pacificamente ma fermamente per i nostri diritti, rivendicando il fatto che questa crisi è progettata apposta per togliercene la maggior quantità possibile.
Usciremo dalla crisi solo quando saremo ridotti in schiavitù o quando li avremo combattuti e vinti, a voi la scelta!

Credo dovremmo cominciare a pensare a qualcosa come un Partito Globale dei lavoratori, ormai i tempi sono maturi per combatterli sul loro stesso terreno!

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Per un altro segno positivo dei tempi per la riforma del diritto alla cannabis, Qui di seguito trovate un nuovo video del Washington Post tratto da The Fold, riguardante un paio di situazioni diverse in cui i genitori hanno dovuto affrontare il dilemma giuridico-morale di se seguire o meno la raccomandazione di un medico per il loro bambino di utilizzare la cannabis come terapia. Il Dr. Ben Whalley della Reading University nel Regno Unito viene intervistato sulla sua recente ricerca sui cannabinoidi e l’uso di cannabis nella medicina pediatrica, per esempio, per i bambini che soffrono di epilessia. Come lettore da venti e più anni del Washington Post, è molto difficile per me immaginare che i suoi editori (e pubblicisti) avrebbero mandato in onda in onda un pezzo che ha esaminato i potenziali benefici per la salute della cannabis (nel senso che come nella Seconda Guerra Mondiale, il WP ha sempre tenuto una linea filo-governativa nell’informazione, che ha seguito fino a poco tempo fa, ma ha dovuto cedere alla logica e permettere una migliore informazione sulla cannabis per uso pediatrico).

Liberamente tradotto, qui trovate l’articolo originale ed il video correlato (in inglese):

http://blog.norml.org/2013/04/25/washington-post-can-we-prescribe-medical-marijuana-to-kids/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+NORMLBlog+%28NORML+Blog%29

La foto non riguarda l’articolo in se ma la cannabis medica in generale.

medical-marijuana

DENVER – Alla fine di una disordinata sessione legislativa, a tratti caotica, i legislatori della Camera si sono decisi a discutere due proposte di leggeImage per creare punti di riferimento finalizzati alla legalizzazione della marijuana in Colorado, che gli elettori hanno approvato lo scorso novembre.

In un affollato pomeriggio di Giovedi, il Comitato Finanze della Camera ha approvato entrambi i disegni di legge sulla marijuana con una maggioranda di 7-6 voti.

Il decreto legge 1318 affronta la tassazione della marijuana legale e tenta di impostare un aliquota fiscale che porterà delle entrate sufficienti per finanziare il nuovo quadro normativo ed il monitoraggio del settore, senza essere così alta da indurre i consumatori di marijuana a continuare ad andare al mercato nero.

Poiché tutte le nuove tasse devono essere approvate dagli elettori, come specificao nella Carta dei Diritti dei Contribuenti, MP 1318 istituisce un referendum statale sulle vendite proposte e delle aliquote di accisa del 15 per cento sulla marijuana al dettaglio.

I proventi saranno divisi tra i fondi dei governi locali per investimenti nella scuola pubblica e per pagare le spese di funzionamento del Enforcement Division marijuana, che regolerà la produzione legale di marijuana, la vendita e il consumo che sono stati incaricati dagli elettori del Colorado quando hanno approvato l’Emendamento 64 lo scorso novembre.

La commissione ha inoltre approvato il Decreto Legge 1317, che stabilisce il quadro normativo all’interno del Dipartimento delle Entrate per come sarà attuato l’Emendamento 64.

Tale proposta è stata modificata Mercoledì dalla State House e dal Comitato per i Veterani e gli Affari militari, per includere uno statuto sulla “Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (DUID)”, l’emendamento è stato respinto da un comitato del Senato Lunedi notte. (questa parte della traduzione è passibile di errore d’interpretazione da parte mia!).

Entrambi i progetti saranno ridiscussi dalla Camera in seduta plenaria, in seconda lettura il Venerdì.

Se i due decreti legge, passano alla Camera Lunedi, andranno poi al Senato per l’esame finale.

La sessione legislativa deve finire l’8 maggio.

Liberamente tradotto dal seguente articolo:

http://kdvr.com/2013/04/25/marijuana-taxation-proposal-clears-committee-sets-up-floor-debate/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Nell’articolo originale è anche presente un video che non sono riuscito ad incorporare, la foto non è legata all’articolo ma alla situazione italiana.

Si accettano suggerimenti e migliorie della traduzione!

 

Oggi niente cerimonie, ormai rituali, ma mai inutili…

Oggi ho liberato l’adolescente che ho dentro e mi sono gustato la proiezione di IronMan 3, in un cinema semideserto, ma non ero lì certo per la compagnia.

Il mio maggiore pregio è sempre stata un’intelligenza agile ed acuta, anche se a volte goffa negli affari correnti, ma è stato anche il mio più grande difetto, imparare quasi tutto velocemente mi ha reso pigro e sprovveduto, sì perchè velocemente riesci a raschiare la superficie, magari a vedere dentro al giocattolo, ma difficilmente riesci a capirlo il giocattolo. Perciò ho perso anni preziosi a rincorrere il mio sogno tecnologico, ma senza i mezzi e la formazione per farlo in maniera seria.

Non è mai tardi e certo mi rimetterò a capo chino a colmare le mie lacune, perchè ho idea che un giorno potrebbero servire a parecchia gente.

Da ragazzo adoravo Ironman, perchè era il più umano dei supereroi Marvel, ma comunque fra i più potenti e tutto grazie al genio di Tony Stark.

Quello che mi era sfuggito è che l’eroe è nato a seguito di una menomazione, a correzione di un’ingiustizia, quasi per espiare la colpa dell’essersi adagiato nella bella vita del magnate, vita pagata costruendo armi.

Ogni film ha diversi modi di essere interpretato, se pensate che questo sia un film leggero, la solita americanata vi sbagliate, ma non intendo suggerire la sua chiave di lettura, è meglio che ognuno abbia la sua, diciamo che è molto critico rispetto ad alcuni fatti anche attuali, a voi l’ardua sentenza.

A me invece non resta che riprendere in mano i libri ed il saldatore… se 33 anni fa avessi avuto la possibilità tecnica che ho ora, internet, strumentazione, programmi di disegno… forse ora sarei messo decisamente meglio… ma 33 anni fa faticavo persino a comprarmi un saldatore decente, forse per questo ho scelto di lavorare invece di continuare gli studi, l’elettronica potevo sempre impararla per conto mio… mi ci sono voluti 33 anni per capire che non sono capace di studiare, sono una spugna quando mi spiegano le cose e riesco a fare miracoli con poche informazioni, cosa molto utile se sei un tecnico, anche perchè i colleghi che vogliono o possono insegnarti qualcosa sono abbastanza rari, la maggior parte custodisce gelosamente i suoi segreti di pulcinella per paura di essere superati dagli allievi, segno che forse sanno di essere al limite delle loro possibilità… io non ho mai avuto questa tara mentale, quel poco o tanto che posso insegnare lo insegno volentieri e se l’allievo mi supera il mio cuore si riempie d’orgoglio e non certo di rabbia.

Peccato che a 45 anni le capacità di apprendimento scemano per tutti, anche per me, forse perchè ci sono anche troppi altri pensieri, forse perchè compare la disillusione, per questo a volte ci vogliono dei motivational come il film che ho visto, per Liberarmi dei miei fantasmi e cominciare a pensare a quali altri fantasmi sarebbe ora di liberarsi, la fame  e la povertà ad esempio, il modello di sviluppo che perseguiamo è sbagliato e bisognerà ben fare qualcosa, dal canto mio intendo riprendere in mano la mia vita e ricominciare a studiare, per spaziare nelle lande desolate della scienza pura e fare quanto posso per assicurare un futuro a questo pazzo mondo.

Ma dicevo che non so studiare, intendo dire che non avendo quasi mai avuto bisogno di ripassare o studiare direttamente dal libro, fatico a rimanere concentrato sullo stesso, anche perchè spesso i testi scolastici sono scritti malissimo, come lo sono molti manuali d’istruzioni, inutili ed incomprensibili ai più perchè non sono mai stati fatti veramente con lo scopo d’insegnare qualcosa, soprattutto nel nostro sistema scolastico, dove i libri sono scelti in base ai benefit dati ai prof. dalle case editrici e non dal contenuto, anche se non sempre per fortuna.

Pazienza, un piccolo scoglio che dovrò superare, in fondo di scogli ne ho dovuti superare parecchi ed anche col mare in tempesta a volte e poi sono ancora giovane, visto che hanno stabilito che dovrò lavorare fino a 67 anni, con la speranza che schiatti un mese prima di andare in pensione, suppongo… ma come fanno a pensare che un operaio arrivi a lavorare fino a quell’età se già dopo i 40/50 cercano di farti fuori? Ma loro lo sanno benissimo, come sanno che grazie all’inquinamento ed al cibo industriale di merda, scusate il francesismo, la mia generazione schiatterà di cancro o di cuore prima della pensione. Tutto calcolato, nasci lavora e muori…

Bhe io vorrei fare qualcosa per cambiare questo paradigma prima di morire, perchè ho intenzione di avere un figlio ed ho intenzione di dargli un mondo migliore in cui vivere.

Scusatemi se sono stato via… ma ora sono di nuovo qui e per restarci!